TEMA IN CLASSE MARZO

 TEMA 19 marzo 2026 

TIP. A 

Io son colui che tenni ambo le chiavi 
del cor di Federigo, e che le volsi, 
serrando e diserrando, sì soavi, 
 
che dal secreto suo quasi ogn’uom tolsi; 
fede portai al glorïoso offizio, 
tanto ch’i’ ne perde’ li sonni e ’ polsi. 
 
La meretrice che mai da l’ospizio 
di Cesare non torse li occhi putti, 
morte comune e de le corti vizio, 
 
infiammò contra me li animi tutti; 
e li ’nfiammati infiammar sì Augusto, 
che ’ lieti onor tornaro in tristi lutti. 

COMPRENSIONE 

Puoi utilizzare, per la comprensione, questa guida attraverso domande, ma puoi anche organizzare autonomamente il tuo discorso.  

  1. Chi è l’io della prima terzina? 2) Cosa intende esprimere con la metafora tenni ambo le chiavi del cor di Federigo e [...] le volsi, serrando e dissserrando, sì soavi che dal secreto suo quasi ogn’uom tolsi? 3) Con quali metafore esprime rispettivamente il sentimento di fedeltà assoluta nei confronti del suo sovrano e poi le ragioni della sua caduta in disgrazia? Quali termini utilizza per stigmatizzare il comportamento dei suoi nemici? 

ANALISI E APPROFONDIMENTO 

Il protagonista del XIII canto è un essere umano che ritiene di aver subito immeritatamente un’ingiustizia e che per questo decide di non voler più vivere. Qual è la tua esperienza dell’ingiustizia e quali esempi di ingiustizia hai conosciuto finora? Riesci a trovarne uno che sia equiparabile, per gravità, a quello proposto nel canto XIII dell’Inferno?   

TIP. B 

Dallo scritto di Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole, 1914 

La scuola è così essenzialmente antigeniale che non ristupidisce solamente gli scolari ma anche i maestri. Ripeti e ripeti anni dopo anni le medesime cose, diventano assai più imbecilli e immalleabili di quel che fossero al principio – e non è dir poco. 

Poveri aguzzini acidi, annoiati, anchilosati, vuotati, seccati, angariati, scoraggiati che muovon le loro membra ufficiali e governative soltanto quando si tratta di aver qualche lira di più tutti i mesi! 

Si parla dell’educazione morale delle scuole. Gli unici risultati della convivenza tra maestri e scolari è questa: servilità apparente e ipocrisia dei secondi verso i primi e corruzione reciproca tra compagni           e          compagni. 

L’unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine. 

COMPRENSIONE DEL TESTO 

  1. L’autore di questo testo è animato da una volontà polemica molto forte nei confronti dell’istituzione scolastica. Utilizzando riferimenti diretti a singole parole/espressioni, spiega quali siano le critiche che rivolge a quest’ultima e come le motivi. 

  1. Con i riferimenti a servilità apparente, ipocrisia corruzione reciproca fra compagni cosa intende sostenere? 

  1. Come si deve intendere l’affermazione finale compresa nella citazione, l’unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine 

ARGOMENTAZIONI 

Quali sono in vantaggi che Papini ritiene essere propri di un’istruzione condotta con mezzi del tutto propri? Che cosa si può obiettare in merito alla sua proposta ovvero quali criticità presenta l’adozione di un punto di vista così estremo?  

 

 

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