Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2025

LEZIONE CONCLUSIVA PROMESSI SPOSI

Immagine
Leggere per intero (o quasi) i Promessi sposi   nel secondo anno di superiore, per la scuola italiana è una tradizione consolidatasi nel tempo. Non sto a dirvi quanto mi stia stretta questa faccenda. Non il fatto di leggere i Promessi sposi   in particolare, ma di osservare, obbedire a, una tradizione, di quelle per le quali si dice ma si è sempre fatto così . Come fosse garanzia di una prosecuzione che suona quindi è per forza la cosa giusta. Non è, da parte mia,  questione di gusto per la ribellione, ma di sistema di allerta rispetto all'obbligo forzato e non accompagnato da sufficienti motivazioni. Quelle che fanno sorgere negli spiriti critici (e, tra l'altro,  non sono i soggetti che la scuola vorrebbe coltivare?) sani dubbi e altrettanto sane domande provocatorie.  Mi provoco quindi da sola, e rispondo alla domanda. Certo si potrebbe sostituire ai Promessi sposi letti per un anno intero (come se fossero una materia a sé ) una quantità di altri romanzi...

LEZIONE CONCLUSIVA EPICA

Conoscere rende liberi. Leggere rende liberi. Studiare rende liberi. Mi limito alla triade (senz'altro un omaggio a Dante), ma il messaggio che mi preme è un altro. Il motto in sé può suonare sinistro e lugubre, dal momento che echeggia quanto campeggiava all'ingresso dei campi di concentramento nazisti: Arbeit macht frei , il lavoro rende liberi. Perde la sua patina oscura se lo decontestualizziamo e riportiamo a un significato ben differente: le attività del pensiero (conoscenza, lettura, studio) sono quelle attraverso le quali si crea uno spazio libero nella propria interiorità. Ed è uno spazio potenzialmente infinito, nel quale ci si ritrova a dialogare con se stessi, con altri, con vivi e con morti, con mai esistiti e, spingendo al massimo la capacità immaginativa, con futuri esseri esistenti. Lo spazio veramente libero in cui smettono di esistere le dimensioni e le separazioni. Che meraviglia.  Sull'onda di questa meraviglia appena evocata, ripercorro il nostro viaggi...

IL REFERENDUM DELL'8/9 GIUGNO

  Il REFERENDUM (dal latino "[convocatio ad]referendum" ossia  convocazione per riferire ) è uno strumento di partecipazione diretta, dei cittadini aventi diritto di voto, all'attività legislativa. Nella sua forma ordinaria prevede di poter abrogare (rispondendo  sì ) una parte o la totalità di una legge in vigore, a seguito di una richiesta promossa da 500000 elettori o da cinque consigli regionali. Perché il risultato abrogativo sia valido, occorre che il numero dei votanti sia eguale al 50%+1 dell'elettorato avente diritto di voto. L'8/9 giugno si voterà su CINQUE quesiti, di cui 4 inerenti alla disciplina del lavoro, 1 alla cittadinanza per gli extracomunitari. La raccolta firme per i primi 4 è arrivata a 4 milioni, sul quinto a 637000.  Segue un'illustrazione di ciascun quesito referendario. 1. Stop ai licenziamenti illegittimi Quesito: «Volete voi l’abrogazione del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a t...

LEZIONE DI CANFORA SUL CRISTIANESIMO

  https://www.corriere.it/le-lezioni-del-corriere/letteratura-greca/25_maggio_17/il-nuovo-testamento.shtml

LEZIONE DEL 19 MAGGIO - IL CONCILIO DI NICEA (approfondimento guidato in classe)

 Il contesto storico L'organizzazione interna del concilio Le questioni teologiche: la natura di Cristo Il credo 

CAPITOLI XX E XXI

 Il castellaccio  dell'innominato è una specie di panopticon , uno di quei posti da cui si vede tutto e che erano stati ideati nel 1700 per creare una sorta di sistema carcerario perfetto. In questo caso, come si legge al principio del capitolo XX, non si tratta esattamente di una situazione carceraria, ma qualche somiglianza si può pur trovare: aquila dal suo nido insanguinato  il selvaggio signore  può vedere tutti senza essere visto da nessuno e, con tutti i bravi  al suo servizio, può permettersi di sostenere un attacco in forze al castellaccio  che peraltro nessuno ha l'ardire di compiere. Si determina così, a ben vedere, un isolamento voluto, ricercato, per lui, che tra poco in effetti occupa la scena del romanzo con una parte alla quale Manzoni affida un compito importantissimo: quello di dimostrare che la provvidenza è attiva e operante nella vita delle persone, anche se il suo agire è del tutto imperscrutabile agli esseri umani, che sono per lo più...

TITO-DOMIZIANO- PAGANI E CRISTIANI (fino a Costantino, Giuliano e fine dell'impero romano d'0ccidente)

Morto Vespasiano, il potere  passa come previsto al figlio Tito (79-81), in coincidenza con la catastrofica eruzione del Vesuvio che distrugge Pompei e Ercolano. Gli succede Domiziano, col quale la dinastia finisce (81-96). Con Domiziano si assiste a una ripresa dei metodi di governo autocratico propri, nel periodo della dinastia giulio-claudia, di Caligola e di Nerone (dopo il quinquennio illuminato ): si capisce che l'insidia dell'autocratismo è continuamente in agguato, dato che a controbilanciare una sempre possibile deriva autoritaria del potere  imperiale è solo  quella clemenza  che non a caso Seneca aveva posto al centro del suo libello educativo dedicato al giovane Nerone. Ricordiamo a questo proposito che le leggi , e con esse la giustizia ,  in un regime monarchico, sono controllate dall'imperatore, da lui dipendono  ovvero sono soggette al suo arbitrio. Quanto a quell'organo di controllo che potrebbe essere il senato (magari per via del glorios...