TEMA OTTOBRE
15 ottobre 2025
Tema in classe – Analisi del testo e riflessione dal I canto dell’Inferno di Dante, vv. 61-87
Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.
Quando vidi costui nel gran diserto,
"Miserere di me", gridai a lui,
"qual che tu sii, od ombra od omo certo!".
Rispuosemi: "Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui.
Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d’Anchise che venne di Troia,
poi che ’l superbo Ilïón fu combusto.
Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch’è principio e cagion di tutta gioia?".
"Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?",
rispuos’io lui con vergognosa fronte.
"O de li altri poeti onore e lume,
vagliami ’l lungo studio e ’l grande amore
che m’ ha fatto cercar lo tuo volume.
Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore,
tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
lo bello stilo che m’ ha fatto onore.
Nella prima parte del tuo svolgimento sviluppa un commento analitico, su modello di quello proposto nel blog (contestualizzazione, intendimento letterale, valorizzazione/spiegazione analitica di singoli termini o espressioni). Nella seconda parte, rifletti in chiave attualizzante sul sentimento che l’agens lascia trapelare già nei versi di questo primo canto nei confronti di Virgilio: si tratta di una riconoscenza in grado di superare la distanza temporale che intercorre fra loro, nonché eludere la barriera della morte. Rifletti su questo sentimento, concepiscine le sfumature, rilevane la presenza (o assenza) nel nostro tempo, a livello individuale e collettivo.
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